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Proporsi in modo professionale sui social network. AGGIORNATO.  E-mail
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Scritto da Roger99   
Lunedì 19 Dicembre 2011 00:00

social media

Oggi le aziende utilizzano Facebook nella selezione del personale.

I social media per professionisti sono Linkedin e Viadeo che però non consentono la creazione di gallerie dei nostri lavori.

Proviamo a collegare i nostri vari profili nei social in modo sinergico.

 

Oggi vorrei trattare da non esperto il tema dell'uso dei social media ad uso professionale.

Cosa intendo per non esperto e per uso professionale?

Per non esperto intendo dire che non sono un guru del self marketing e che con i social media come Facebook, Twitter, ecc. non sono nemmeno un falco della notte. Sto capendo alcune cose un pelo avanzate ed altre ne intuisco come probabilmente chiunque altro.

Trovo però che possa essere utile una semplice lista di accorgimenti da considerare nel caso in cui attraverso i social media si intenda proporsi con servizi o addirittura la vendita dei nostri lavori creativi; diciamo più generalmente interfacciarsi con il mondo del lavoro.

Molti veri esperti consigliano di crearsi due o più pagine all'interno di ogni social media al fine di dedicare ognuna di queste ad uno scopo ben preciso.

Io stesso ad esempio possiedo due pagine in Facebook; una dedicata al mio profilo professionale ed un'altra al mio profilo personale.



Perché due o più profili?

Domanda lecita - risposta ovvia.


In campo professionale è bene non mischiare le carte in tavola e parlare chiaramente di contenuti inerenti, almeno in linea generale, con il nostro settore di competenza.

Pubblicare sulla (unica) pagina foto di dubbio gusto o comunque fraintendibili, o molto semplicemente comprensibili soltanto ai compagni di sbronza della sera prima assieme alle foto degli interni della nostra attività di pompe funebri alla maggior parte dei nostri potenziali clienti potrebbe destare più di qualche fastidio.

Parlo per paradossi soltanto per rendere espliciti i concetti. Mi pare chiaro vero?

 

Creiamo un portfolio online su Facebook.

Benché la community online più adatta a mostrare i nostri lavori ritengo che sia Flickr, anche Facebook (che sicuramente conoscerete meglio di Flickr) si presta, come ben sappiamo alla condivisione di contenuti multimediali.
Ecco che la creazione degli album di Facebook ben si presta a questo scopo.

Il mio consiglio è quello di suddividere in maniera inconfondibile per categorie i nostri lavori.

 

album fotografico in facebook

 



Nessuno si aspetta che creiamo un profilo per ogni tipo di lavoro nel nostro carnet ma se dipingiamo e facciamo illustrazione per l'infanzia più fumetti, secondo me è opportuno suddividere in tre ambiti distinti il nostro portfolio.

 

album fotografico in facebook

 


Con la possibilità di condividere anche le singole cartelle via mail potremo invitare i nostri contatti a vedere soltanto quello che riteniamo opportuno.

 

condivisione di album fotografico in facebook

 

 

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Ma Facebook non si usa per lavoro!!!

Noi forse no ma ormai sempre più aziende lo utilizzano per la pre selezione del potenziale personale. Negli USA sono passati alla ribalta casi di licenziamenti o mancate assunzioni dovute a profili troppo "trasparenti" ed audaci.

Per saperne di più su come funziona la faccenda (pregi e difetti) dai un'occhiata a questa puntata di Report.

I social media per professionisti per eccellenza sono Linkedin e Viadeo ma purtroppo non è dedicato ai soli creativi e non consente la creazione di gallerie dei nostri lavori. Forse è il caso di collegare i profili in modo da creare una sinergia tra i vari social in cui sono presenti. BENISSIMO!

D'accordo non aprirò un account professionale su Facebook ma che ne direbbe l'azienda a cui per propormi come docente se facessi bella mostra di foto in disco con allieve avvinghiate come serpenti al mio fisico da macho?

Prova a dare una letta a questo articolo apparso su Yahoo e che riguarda la pubblicazione di foto personali sui social networks.

Che vogliate o no quelli vi trovano ed allora, come si suol dire prevenire è meglio che perdere una opportunità di lavoro.

E teniamo ben presente una cosa: è negli atteggiamenti spontanei che riveliamo i veri noi stessi. Quindi che i segreti restino tali, non piazziamoli in faccia al mondo.

Forse avere un profilo neutro in Facebook ci farà apparire grigi ai nostri amici (ma allora spostiamo le prove dei nostri vizi su MySpace) ma alle aziende i medio men piacciono e di molto. E poi consideriamo un' altra realtà del mondo del lavoro... un candidato di medio livello è un pericolo minore rispetto ad un genio o una mina vagante in una azienda in cui si sgomita per emergere e/o conservare la propria posizione.

A fare carriera ci penserete con i fatti.

 

Fare come se si stesse in casa d'altri.

Una delle immutabili leggi sociali comune in praticamente qualsiasi punto del globo terrestre prevede che non si parli mai in casa d'altri di politica, sesso e religione.

Se volete farlo aprite un blog, un profilo nei social od un sito dedicato a quello.
Nella vostra pagina professionale attenetevi a quello che conoscete e sapete gestire.


Non fatela fuori dal vaso.



Attenti ai settaggi dei vari profili creati a spasso per il web.
Potrebbe accadere, come a me - incauto e stordito quale sono, di dire a tutto il pianeta tramite twitter e facebook che avete commentato in modo troppo esplicito o di aver cliccato sul "mi piace" di un video in YouTube per nulla adatto (il video o il commento) alla vostra figura professionale.



Mettiamo che il nostro sia un lavoro di tipo creativo ma ci capita di commentare o visionare contenuti video del tutto fuori luogo: episodi esilaranti e sciocchi (tipo Paperissima o Mai dire gol), partite di calcio, filmati di basso lignaggio, a sfondo politico o dizionari della bestemmia (ci sono davvero in YouTube).

Ecco che nel vostro profilo professionale tutto questo può comparire tra le attività che svolgete in infernet piazzato addirittura in bella mostra.

Piuttosto potreste ad esempio aggiornare il profilo con attività non necessariamente legate a doppio cordone ombelicale al vostro lavoro ma comunque in sintonia con la vostra sensibilità, esperienza e pensiero.

Ad esempio: un film particolarmente artistico o filosofico, veicolo di significati e sfumature interessanti e creativi, un film di impatto artistico o scenico, una lista di libri o siti utili nel vostro mestiere, una notizia di agenzia utile, un vecchio spot pubblicitario di quando eravate bambini, rimandi a ricordi o ad atmosfere, ecc.


Se nel vostro profilo personale ci potete sbattere di tutto (comunque con rischi che ciò vi si ritorca contro) siate cauti in quello professionale.


Le aziende guardano Facebook?

Le ragioni di tanta cautela risiedono in diverse giustificazioni. Mi limito a citarne una a caso? I responsabili della selezione del personale e chi riceve il nostro nominativo, magari tramite passaparola, più o meno istintivamente e per curiosità danno prima un'occhiata a Facebook, magari per ingannare l'attesa di una nostra risposta alla mail di contatto oppure prima di scriverci per essere certi di non stare a perdere tempo.

In caso di ricerca su di voi la vostra pagina di Facebook sarà probabilmente tra i primi 4 risultati o giù di lì. Dunque si tratta di una ricerca veloce che dà risultati immediati.
Fate una prova inserendo i vostri nome e cognome in Google.

Io l'ho fatto in questo esatto istante e la mia pagina di Facebook è il sesto risultato.
Se si tiene conto della moltitudine di pagine targate con il mio nome, che ho scritto per Ai Blog ed il mio sito, la mia presenza in Linkedin, Coroflot (questi ultimi due non li frequento nemmeno per mancanza di tempo - così risultano profili obsoleti ed incompleti - peggio che non averli) ecc. Non è male come risultato.

Provate a pensare se siete presenti soltanto con cinque o sei contenuti…

Risulta quindi importante saper proteggere la propria bacheca in Facebook da contenuti postati da terzi che potrebbero anche solo velatamente danneggiare la nostra presentazione.

Sorge dunque il dubbio: è forse meglio che il mio profilo personale e quello professionale non siano collegati?
E poi come devo chiamare la pagina professionale? Se mi presento sempre con il mio nome forse è meglio dare spazio al trash che tanto mi piace in una pagina con nome (o un nick) inventato?

Io personalmente, dato che la mia partita via è intestata a Roger 99 ho fatto l'esatto opposto e non c'è modo di risalire da questa alla mia pagina personale diverso dal fare click sull'icona presente nella lista degli amici.

Eh si perché io sono molto amico di me stesso.

Avrei fatto meglio a fare diversamente?
Forse ma comunque il 99% degli operatori del settore in cui lavoro mi conoscono come Roger.

 

 

Come gestire la nostra comunicazione in Youtube.

 

Anche Youtube può avere il suo ruolo chiave. Molto dipende se offrite un servizio oppure no ma anche se siete in cerca di una visibilità che metta in risalto il vostro modo di comunicare.

Meekakitty, tanta personalità e massimo garbo non convenzionale, è l'esempio, a mio giudizio, più calzante di come si possa raggiungere notorietà in rete fornendo prova di ottime interpretazioni recitative e canore.

Partita con dei brevi e simpatici spot dal montaggio fresco ed incalzante, la nostra si è poi 'allargata' producendo video dei propri brani musicali.

Anche se non avete alcuna intenzione di produrre video tutorial di Illustrator in italiano potrete sempre creare presentazioni di voi stessi oppure chiedere un milione di dollari per far partire il vostro business.

 

 

 

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Alcuni consigli su come usare Flickr in maniera proficua.

Una serie di preziosi consigli su come utilizzare Flickr per diffondere i nostri contenuti ci viene offerto dall'articolo scritto da Natasha Wescoat.

Se siete un illustratore, un artista od un fotografo in questo articolo troverete alcuni utili suggerimenti riguardanti i diritti d'autore, il modo migliore per condividere le vostre creazioni in rete e proteggerle e su come mettere a disposizione degli utenti addirittura libri illustrati con i vostri lavori tramite Blurb.

Ricordati di taggare in modo corretto le immagini che pubblichi ed accertati di aver scelto il modo più corretto per difenderle dall'uso scorretto dei malintenzionati.

Non fate caso al modo in cui ho stipato il mio materiale online :-), dividere le foto in album e raccolte in modo coerente per facilitare la fruizione da parte dei visitatori della vostra galleria.

 

Collegare i profili in maniera opportuna.

Se ogni tanto vi capita mi mandare a quel paese qualcuno o di non poter resister al rilascio di pesanti critiche ad un video ma non volete che questo compaia sulla vostra pagina personale in MySpace, Twitter, FaceBook, ecc. scollegatele da Youtube.

 

scollegare youtube dai profili personali nei social media

                                      Scollegare YouTube dai profili personali nei social media.

 

 

Tanto quando vorrete condividere un filmato interessante lo potrete fare ogni singola volta che vorrete.

 

condividere filmati id Youtube attraverso i social media.

                                      Condividere filmati id Youtube attraverso i social media.

 

Umiltà + ironia ed atterrerete sempre sul morbido.

Siate cortesi con i vostri ospiti non siate arroganti o troppo sicuri di voi.
Se proprio volete farlo siate ironici così da avere sempre un paracadute di riserva in caso di gente più preparata di voi o che, semplicemente non accetta i vostri pareri come se fossero dei dogmi.


Insomma abituatevi a motivare le vostre opinioni con argomentazioni all'altezza.


Parlate di quello che conoscete e non tentate di insegnare nulla agli altri, specialmente in merito a questioni personali basate su credenze, filosofie ed opinioni.

 

Alcuni consigli per essere più produttivi - leggi articolo.

Per proporti in modo trendy sul web ecco le tendenze del web design per il 2012.

 

 

 

I vostri commenti migliori.

Articolo interessante.


Disincantato e concreto il giudizio ( da cui declinerà un maquillage soft o finto acquaesapone nella nostra pagina-facebook) sul profilo umano -non esclusivamente professionale- ricercato dalle Aziende, sia in internet che nel mondo tridimensionale.

L'assunzione del .. candidato ideale e cioè del candidato di medio-livello, coincide con l'auspicio che perlomeno l'uomo "medio", perlomeno lui…per l’amordiddio…. rappresenti “un pericolo minore rispetto ad un genio o una mina vagante in una azienda in cui si sgomita per emergere e/o conservare la propria posizione."

Vero! Le Aziende sbirciano alla mediocrità. Oriana Fallaci, grande giornalista -ma simpatica come un dito nell’occhio- al liceo si presentava in classe sparando all’occasione quel cappero che le saltava in testa, col tono aggressivo che preferiva, sfidando la risposta degli insegnanti. Ma c’era poco da fare. Era la prima della classe e studiava più di quanto i suoi docenti avessero mai saputo. Se per caso avesse voluto presentarsi a scuola in mutande lo avrebbe fatto non per sembrare sexy…più probabilmente per ‘sfottò’ ai benpensanti e all'autorità.


In facebook come dentro le Aziende quelli come me -e tanti altri come me- è meglio volino basso se avvertono, in loro stessi, anche solo un sospiro d’autocritica.


Meglio adeguarsi ad una linea impersonale o formale o asettica. Capire bene “chi” si è e che cosa si sa fare davvero e a che livello. Le mutande -se le porteremo- le indosseremo sotto il tailleur o sotto i pantaloni.

Non al contrario.

La fantasia non è mai arrivata al potere…in molti casi, per noi, nemmeno a quello modesto di un contratto a tempo indeterminato. Ci vuole ben altro. E in questo "ben altro" sono contemplate talmente tante opportunità.

E se il "nostro" portafoglio contatti è ridotto a quello di facebook e l’Azienda che ci ha contattati non trova niente di più dignitoso che spiare dal buco della serratura il nostro profilo per capire chi si è, chi si è veramente….bhè...ragione di più.

_Raffaella

 

 

 

Vi lascio con alcune massime tratte dal libro "Personal Branding" libro a mio giudizio sopravvalutato (ed in sovrapprezzo) ma comunque utile.

 

La rete non connette computer, ma persone.

Non è così importante chi conosci tu ma chi conosce te.

Al simile piace il simile.

Parlare CON i consumatori, non AI consumatori.

Ascolta, lascia commenti, impara.

 

articolo scritto il 15 gennaio 2011, aggiornato il 19 dicembre 2011

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Gennaio 2012 17:49